La notte giunge, ed io vorrei non fossero solamente le 10, ma mezzanotte inoltrata, finalmente sotto le coperte, con le braccia strette intorno alla pancia e le labbra che borbottano cose oramai prive di valore, ma che, retaggio infantile, acquietano l'animo.
Mi viene da piangere, invece vorrei tanto sorridere.
So che tutto ciò che cerco devo trovarlo nella forza di crescere, e nessuno mi regalerà mai niente, e questo vorrei tanto accettarlo e non sentirmi invece così schiacciato da un macigno senza nome ogni volta che mi smarrisco e sento gli occhi inumidirsi, o perdo la pazienza, e mi "sbatto", da una parte all'altra.

E poi penso al resto del mondo che muore di fame, di guerra, di freddo, di egoismo, e tutto cresce ancora più vertiginoso, e mi sento sprofondare.
Ci sono momenti che non vorrei rivivere, ma poi capita di esserci dentro, ancora, ancora.
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