mercoledì, luglio 01, 2009

Che cosa succede?

Devo tornare al lavoro, vorrei che tutto quello che desidero si realizzasse. Come altri 6 miliardi di persone in fondo.
E desidererei che ciò che spinge le mie pulsanti decisioni non dipenda solo ed esclusivamente dal mio egoismo: che un pò ce ne sia, è ovvio, innegabile, inevitabile, chiaro. E nessuno lo mette in dubbio.
Vorre davvero essere generoso e comprensivo come predico. Ma è difficile, cazzo se lo è.
Perché neanche te ne rendi conto, ed eccola la reazione che provochi: quello che non avresti voluto succedesse, succede per l'appunto.
Io sono un pò stanco di aderire sempre a canoni di impostazione secondo cui determinate cose debbano essere fatte, sarebbe meglio farle, c'è tempo per tutto. Io il tempo vorrei stravolgerlo, prendere le lancette in mano, e farne ciò che voglio, trovare un equilibrio che concili le richieste di tutti gli altri 6 miliardi di individui.
E come mi è stato detto, sarebbe bello avere giornate di almeno 48 ore e poter soddisfare almeno il doppio delle proposizioni che ci si detta, almeno nel mio caso. Ma tanto poi sarebbe lo stesso: non sarebbero sufficienti neanche quelle 48 ore, e se ne richiederebbero 96 per sentirsi anche solo poco soddisfatti. Che giro.
Che tristezza, il mondo intorno e a me certe volte sfugge.
Fatti valere! ;)


(Conclusioni inesistenti per riflessioni sconclusionate: appunto ho detto la stessa cosa).







Oddio che fico!
Eccolo, così il tempo è amico.