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martedì, febbraio 24, 2009

La trama delicata

Non so specificare se possa essere una reazione dovuta ad un accumulo di emozioni relative ad un determinato suono, se la melodia standardizzata nonostante la sua mutevole differenza causi in me una sorta di risveglio emotivo, e all'improvviso cambia, l'espressione del volto.
Non lo so, però sento che nel mio sforzo quotidiano al raggiungimento di una pur parziale e mai perfetta stabile maturità si insinui sempre quel piccolo ruscello di sofferenza malintesa, di noia nostalgica di un tempo che forse non ho mai vissuto, sento il bisogno di non essere solo, ho bisogno di contatti umani.
E come un cd che abbia perduto la forza di andare avanti, ascolto la melodia mentre scrivo, perché lacrime di stanchezza adesso riescono a raggiungere quel tutto immateriale e non differenziato, perché il momento migliore per scrivere è nella serena constatazione dell'impossibilità di cogliere adesso l'inesprimibile trama del desiderio.

martedì, dicembre 30, 2008

Fine

Mi sono subito reso conto che scrivere fine come titolo del post possa giustamente, ma fallacemente far riferimento ad una lista possibile di ciò che questi ultimi giorni provoca nel mio ricordo e nella mia volontà di futuro.

Mi confrontavo con il suicidio.
Potrebbe essere in realtà molto semplice morire, per mano propria, serenamente e lucidamente, perché esausti. Lasciarsi scivolare lungo la cornice di un davanzale al quinto piano di un palazzo, senza che nessuna oda il tonfo prodotto da un corpo macilento che viene in contatto con un suolo che sembra là che ti chiami, vieni giù.
Ho finito di leggere un libro ed è stata una sorpresa accorgermi come non mi aspettassi nulla al pari di un semplice finale non troppo lontano dalla logica, ero solo troppo preso da ogni singola parola, ogni frase di un testo che scorreva e in alcune parti più ricercate offriva una gamma descrittiva di azioni e immagini concrete quasi sconcertante, per accuratezza e tecnica.
Non parlo di suicidio estremo e disperato: sembra paradossale concepire la parola suicidio in maniera distaccata da atto estremo e folle. C'è differenza.
Schopenhauer affermava che il suicidio rappresentava la vittoria surclassante e inoppugnabile della volontà di vivere; paradossalmente il suicidio, come rifiuto della vita terrena a cui si è stati destinati, è quindi la liberazione dalla frustrazione dell'esistenza effettiva, a cui si dice no, sperando di accoglierne in questo modo una nuova, semplicemente un'altra vita, in cui credere di poter far meglio tutto ciò che si è fatto nella ormai da poco precedente, rifiutata. Non si tratta esattamente di un gioco di rifiuto e nuova accettazione, la vita. Pensavo al suicidio come affascinante constatazione della grandezza di un genio umano, che ha concluso tutto e vuole morire. Quel libro è davvero un bel libro.
Penso che tante volte l'uomo sia troppo codardo, pavido e tutto fuorché coraggioso per giungere a perpetrare una simile pugnalata mortale all'esistenza che l'ha animato di soffio vitale; dico meno male perché forse a questo punto ci sarebbero morti continue e apparentemente ingiustificate, immotivate, c'erano dei problemi, ma non credevo fino a tal punto. Ma è affascinante sapere che sia esistito qualcuno così forte da mettere a tacere la voce che tutti hanno dentro, e quell'istinto naturale che proclama la necessaria sopravvivenza; qualcuno di così tormentato, personaggio noir esploso in silenzio, qualcuno di così presuntuoso, egoista e non vigliacco: bensì coraggioso, e così idiota.
Ma l'uomo ama la vita, ne ha paura, della vita, della sua, di quella degli altri simili, e lotta per cercarle un senso.
E' così affascinante, però.

lunedì, novembre 03, 2008

Armoniche vibrazioni Celesti

Vedi come è strano!
Strana è la psiche umana, strano il pensiero di un diciannovenne, contradditorio il suo essere e non essere, quello che potrebbe essere, ma che in realtà non è.
Hier, on sentait un air un peu étrange autour de moi, de la lourdeur et de l'odeur qui faisait penser à quelque chose de fermé, de vieux, qui stagnait, endormi, fatigué.
Ce soir on a changé un peu de point de vue: mais c'est pas un cas, une chose qui se passe seulement parce que on a eu de la chance.."Bon, voilà! Ce soir on va mieux, ahn?? Mais c'est toujours comme ça, il y a des jours où tout sourit, tout le monde aussi, et des jours dans lesquels on voudrait seulement s'enfermer dans une chambre et ne rien penser, donné que Penser aussi, il prend de l'énergie, donc il vaut mieux se taire et fermer les yeux".
Rien n'est pour un simple cas. Il y a de précises circonstances qui déterminent une situation, une émotion, un sentiment. Donc, on est toujours Faber aussi de ses propres petits chagrins, et de ses moments d'allegresse, ou de joie le meme.
Un jour avec mon meilleur ami, que j'aime.
Un cd particulier qui me donne un peu de bonheur, meme si on parle d'un cd, meme si on peut sembler trop materiel, mais c'est de la Bonne Musique!
Une photo qui me fait sourire.
Et un après-midi passé à étudier quelque chose qui me plait au jour le jour un peu plus, en ayant de la patience, de la volunté, parce que rien est vraiment facile.
Meme si je voudrais aller me coucher, on doit utiliser ce soupir de vie qui toujours on devrait nourrir, lentement, avec le sourire.
Questo calore attivo dovrebbe essere il concime della nostra crescita quotidiana.
E troppo spesso manca.
O sta lì, ma preferiamo non curarcene.
L'Uomo Nuovo si rigenera e cerca sempre la via del miglioramento, per se stesso.
Ma io davvero voglio pensare agli altri.
A Te P.
E a Loro.
(Lentamente capisco quanto sia egoista piangersi addosso).






venerdì, ottobre 10, 2008

Nausee con mal di testa ammorbanti

Non bisognerebbe litigare, discutere in modo contro producente ed esasperando i toni innanzi tutto.
Non si dovrebbe urlare, non si dovrebbe alzar la voce, non si dovrebbe insultare, alzar le mani, non si dovrebbe pensare di aver sempre ragione, ostinarsi, tenere il broncio, scalciare, battere i piedi, digrignare i denti, gridare e mettere i pugni, battere, combattere, abbattere.
Quanto è bello invece sorridere.

Io sono così debole, e ne ho paura.
Non si può più, lasciarsi vincere come se un modo per affrontare il Demone non ci sia.
E combatti e non rompere più.
Mi fa male la testa e ho un pò paura.
Il rispetto, la felicità altrui.
Lo faccio.

lunedì, ottobre 06, 2008

Muto

Avevo parole da pronunciare prima.
Pensieri da tramutare in segni conosciuti e da chiunque riconoscibili.
Anche mio fratello saprebbe leggerMi.


Ora so soltanto che la grandezza del gesto deve essere mio tesoro, e che IO devo sfruttare la vincita per ottenere e perfezionare/si.
Sotto le coperte al calduccio sicuro.

Muto. (in me)

venerdì, settembre 05, 2008

Semplice condotta naturale

Penso a Renoir se dico tranquilla giornata di vita.
Non ho potuto ammirare questo quadro.
Volevo presentarlo a fine post.
Un sogno di linee ed onde immortali.



Capita spesso che si senta dire che la più giusta inclinazione emozionale per poter scrivere un post,una pagina di diario,una lettera sia una strana e lieve bolla di malinconia e di leggera angoscia,dal peso devastante,o meglio in molti ritengono che la tristezza sia fonte di profonda riflessione,e di introspezione meticolosa. Niente di più vero.
Ma mi rendo conto che alcune volte si debba testimoniare anche quanto sia semplice e soffice la naturalezza del vivere,quando lo si faccia davvero,per qualcuno,non solo per se stessi,per il futuro,il presente che a quel traguardo ci condurrà.

Più che altro credo questa sia una sfida contro me stesso,souvent pris da quegli sbalzi percettivi di sensazioni che mi travolgono,e i cauti sfoghi bloggari di altre sperdute terre virtuali ne possono essere l'esemplare dimostrazione.
La tranquillità deve essere ricercata,coltivata,nutrita,e si deve avere soprattutto il coraggio di essere parte del suo suono,questo richiede concentrazione e propensione all'esattezza generale.

E' bello sapere di non essere perfetti,ma di fare tutto quello che di buono può essere fatto per le persone che si amano,e udire a tua volta di ritorno quelle parole che dentro di te pronunci ogni giorno,pensando loro. Pecca di presunzione: può essere fatto sempre di più per le persone che si amano,sempre meglio,sempre nel modo più giusto.
Ecco,mi rendo conto però che lo stesso stile compositivo manca di qualcosa..
Quella solita sfumatura verdastra che contraddistingue ed esalta. Il problema è che ho paura di dire qualcosa che possa subito danneggiare,superstiziosi giochi mentali.
Ma io voglio riuscire sempre di più a delineare la forma vitale di questo mio buddha-siddharta-hachikò che mi contiene fedelmente,ma che non del tutto riesco ad afferrare. Non lascio fare al tempo: sono Io che agisco nel tempo.

E mi sono reso conto che vorrei trovarmi davanti ad una pagina vuota e scrivere non di me,ma di me attraverso altre parole,immagini,e dare spazio a ciò che mi rappresenta perché parte del mio mondo e del mio amore.

Alla ricerca di passioni (nascoste) multicolore.