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sabato, aprile 24, 2010

Sperimentare

Non c'è immagine

Non ho un motivo preciso per cui adesso mi metto a scrivere. Esigenza di buttare giù qualche parola con un qualche valore per me stesso, e soffocare un'intravista sensazione di lacrima calante che mi farebbe riarrosare e soprattutto gonfiare guance e cervello, con effetto sonnifero.
Tentativo senza spiegazione di terapia calmante quindi. Scrivere fa bene
Piove, continua a piovere, non trovo connessione, non trovo volontà di agire, è così (scelgo).
Diciamo che non ho molta voglia di fare alcunché di preciso e costruttivo, forse l'essere costruttivo esattamente mi debilita, e mi tappa l'envie prima che possa esprimersi.
Che irritazione.
Bene, sembra non ci sia più lucido oculare, adesso subentra il rodimento.
Chiuso nel mio oscuro universo, lascio la porta chiusa.

Scrivere quindi come un satellite in osservazione?
Me ne stavo fermo, ma pronto per cominciare

domenica, marzo 15, 2009

Sogg

Sono deluso da me stesso, solo me stesso, quando riesco a far tornare per un pò tutto alla "normalità", e poi abbraccio nonostante tutto minuti di dispersione e addio chers efforts. Divago in una dimensione di nulla e mi illudo e mi trastullo. Ho tanta paura, e voglio scriverlo qui per liberarmene adesso, non perché qualcuno necessariamente lo legga.

martedì, gennaio 27, 2009

Sembra lo si voglia dimenticare

Non è un falso buonismo, non è assolutamente ostentare una facciata di cordiale comprensione-apprensione, seguire la moda comportamentale del bravo storico sensibilizzato nel ricordo di avvenimenti universalmente atroci.
E' semplicemente senso di umanità e profonda amarezza, impotenza, tristezza, di fronte a tutto ciò che è stato.
Spesso mi accorgo del fatto che su questo spazio non scrivo serie valutazioni personali, forse per paura di sbagliare, avendo ancora molte cose da capire, tendo comunque in generale a sottovalutare.

Questa sera però sono stato spinto da una rabbia improvvisa e gelida, mi sono stancato di udire la sommessa indifferenza della gente, che non credo non abbia un cuore, ma che si riveste di controtendenza, di fare alternativo e atteggia superba la propria indifferenza. Ci vorrà pur qualcuno che "fa l'alternativo", no? Freghiamocene, ed andiamo a festeggiare con una bella bevuta. Ma si.

Ho semplicemente chiesto di non dimenticare, anche se la vita va avanti, anche se ora altre migliaia di persone muoiono, ancora, come tutti i giorni nella storia dell'uomo che vive e che calpesta il suo simile per raggiungere i propri obbiettivi. Nel Vicino Oriente, come in tutte quelle regioni sconosciute o classificate di Terza importanza, in cui regna il dittatoriale silenzio nelle gole di uomini troppo stanchi per denunciare la sporcizia intorno a loro. Oppure codardi. Oppure siamo noi che non lo sappiamo.

Mi sento triste, perché tutto va in rovina, ma sento ancora voci soffiate che accarezzano la speranza puramente umana.
Sono fortunato, ho delle coperte sotto cui dormire.

martedì, settembre 02, 2008

Ticchettii alienanti

Questa melodia mi è entrata nelle orecchie lentamente,giorni trascorsi ad ascoltare quel nuovo cd in macchina,in viaggio,appostandosi nel discorrere,quella strana aura di incanto,viene da lontano,è autografato,è alternativamente affascinante.
Non ho ancora afferrato esattamente il senso di ogni singola parola,non le ho capite esattamente tutte.Poi ho letto il testo,è la mia canzone di fine estate.Ora suona dalle piccole casse del mio pc,vellutato sentimento elettronico ed innovativo,parole difficili,è una grande compositrice,in effetti.
Allevia questa rabbia che sta crescendo tanto e non conosco esattamente il motivo,la ragione,il fine a cui una cosa di per sé sbagliata potrebbe condurmi.
Ma non rabbia di quelle violente e bastardamente dissolutrici,una rabbia di delusione e di pessimo sconforto.
Non metto in dubbio sia il risultato di sorrisi mancati e promesse non mantenute,programmi già presi e poi dissolti dalla stupida mancanza di energica iniziativa.Quindi è relativa al giorno,è solo un momento.
Ma a me sembra che in realtà,dentro,tutto questo essere inadatti anche tra le mura della propria valle non sia un sintomo di amarezza momentanea,ma ci sia sempre stato,forte e rivoltante.
E non ci posso far niente se piango di insoddisfazione e rammarico!Ma sono la mia debolezza e la mia forza del reagire.
Ho bisogno di forti stoccate decise e consapevolezza,almeno del fatto che io esisto e che il mio piccolo mondo posso gestirlo io,il destino è mia proprietà,sono io il faber.
Trovo indifferenza intorno,pensando alle proprie vite il flusso dei respiri mi giunge sussurando agli orecchi stanchi e non riporta nient'altro se non la cadenza altrettanto stanca del loro scorrere.E' certo però che ognuno ha il suo momento di debolezza.
Io non voglio averlo,se non necessario.Magari per riflettere.
Già rifletto.
Voglio evolvere in una forma migliore.
Eppure,giocavo sempre ai pokémon.












E come
un facchino
cammino,
cercando
di non
cadere..