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domenica, marzo 07, 2010

Noir

Buio.
Peste nero corvino, violacea dimenticanza del vivere.
Si trastullan in una straziante assenza di movimento voluta e così dolce e divoratrice.
Vuoto intorno alle mie antenne captatrici di messaggi per il bel lontano avvenire.
Mi sembra tutto fermo, e dentro provo angoscia e dolore e indefinibile nero.
Il tempo che non basta,la vita che non è vissuta,io che non mi conosco e ri-conosco. Che palle.
Vorrei avere la cazzutaggine di Nana e andarmene via.
Ma so che sbaglierei, dovunque andrai Yourself ti rincorre.
Ma credo che a stento potrei riconoscerlo. Eppure lo maledico sempre per la vacuità che spruzza tra i legamenti dei miei muscoli, vorrei essere sostanza e capire tutto ciò che è materiale, ma che nonostante le molecole aggregate mi sfugge e annienta la buona volontà.
Che vuoto sento e che cuore senza sentimento alcuno! Amore doveva pur essere l'ultima larva ad alleviare la lucida consapevolezza dell'inconsistenza del tutto. Che io non voglio lasciare così.
E poi in questi giorni non ascolto per niente la musica

non molto lontano da qui, nevica

giovedì, giugno 04, 2009

Calore denso

Sono andato in cucina per farmi una tisana pro-rilassamento, ricerche cinematografiche hanno affaticato e gli occhi bruciano rossi dall'accecante luce dell'écran. Era quasi mezzanotte, poco fa.
Io e mia madre abbiamo preso tre bicchieri in cristallo, versato all'interno il vino bianco della bottiglietta nana al fresco invecchiamento da Capodanno, sostituito le tre solite olive verdi con tre buone ciliegie mature e abbiamo sorseggiato il frizzantino sapore della compagnia familiare con il cinquantenne assuefatto di bombe televisive mezzo addormentato sul divano. Ho sentito un pò di calore dentro e me ne sono rallegrato.
Ho accanto a me la tazza di Winnie The Pooh di mio fratello con la tisana che lentamente si raffredda e mi accompagnerà al sonno prossimo.
Nel porta-penne più in là, invece, c'è il cono gelato molto artigianale che Anna mi ha portato, ennesimo sgarro della maga delle tentazioni, e una goccia di crema scende sul lato destro.
Me lo mangio.